Un triste addio

Martedì scorso, 31 ottobre, si sono celebrate le esequie del maestro Ugo Alessandria recentemente scomparso a seguito di una malattia all’età di 80 anni.

Pioniere del Judo in Alba, cominciò a tramandarne la conoscenza nel lontano 1970 e mai smise di appassionare tanti giovani alle arti marziali.

La sua dipartita ha riacceso nel sottoscritto molteplici ricordi, poiché tra i tanti giovani da lui stregati vi fu anche un giovanissimo me. E il fiume dei ricordi, alle volte il destino è beffardo, è stato reso ancora più impetuoso dal ritrovamento avvenuto proprio in questi giorni del judogi e relative cinture che vestii nella mia breve incursione nel mondo del Judo. Passati tanti anni, e dedicatomi oramai anima e cuore al Taichi Quan, lo ritrovai a Bra mentre praticava sui tatami del m° Carnebianca.

Immagino sia comprensibile, quindi, perché non mi riesce di pensare al mio percorso marziale senza associarlo al m° Alessandria e perché desideri ricordarlo con queste poche righe.

Era un maestro della vecchia scuola. Burbero e severissimo sotto certi aspetti, ma mai schivo nell’impegno verso i suoi ragazzi. Pretendeva una disciplina ferrea, attenzione alla puntualità e lavoro duro; perché solo attraverso il sudore si poteva ottenere il vero rispetto, quello “guadagnato” e non “dovuto”.

E se questo era valido negli anni della mia giovinezza, tanto più lo è ai giorni nostri in cui troppo spesso si tende a cercare la via breve. Eppure nulla è cambiato e chi pratica arti marziali con passione lo sa. Senza sudore e umiltà non si arriva da nessuna parte. E io questo lo imparai da lui.

Quindi, grazie Maestro e, anche se tristemente, addio.

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