“…come fai a correre se non riesci a stare fermo in piedi?”

albero

E’ con questa frase che il mio Maestro mi convinse che l’esercizio dello Zhan Zhuang Gong (Esercizio dell’albero), primo step del percorco che si intraprende studiando l’Yi Quan, non e’ un semplice “strumento di tortura” ma bensi le fondamenta per sviluppare radicamento, postura, integrita’ del movimento per poter praticare nel modo corretto una qualsiasi arte marziale che si definisca “interna”.

Uno degli obiettivi dell’esercizio e’ correggere la postura della colonna vertebrale. Quando siamo a lavoro, sia che facciamo un lavoro manuale, che stiamo in piedi tutto giorno, sia che facciamo un lavoro di concetto, magari seduti ad una scrivania davanti ad un pc, mettiamo a dura prova la corretta postura.

Con la pratica dello Zhan Zhuang Gong  si riacquista una corretta posizione della colonna vertebrale, come si puo’ vedere nell’immagine qui sotto:

postura

 Altro obiettivo della pratica, non meno importante, e’ la ricerca del rilassamento, intensa come decontrazione di tutti quei muscoli che non ci servono per rimanere fermi in piedi. Il concetto e’ quello di “economizzare” al massimo il dispendio di energia: se quando sono fermo, immobile, in piedi ho le spalle contratte, l’addome contratto, i muscoli della schiena contratti…sto sprecando un sacco di energia!

Senza contare, cosa non meno importante, che le contrazioni sono contro producenti sia dal punto di vista marziale sia dal punto di vista salutare: parlando di marzialita’, quando vado ad esprimere potenza, ad esempio sferrando un pugno, se son ben radicato l’energia sale dai piedi per arrivare alle mani, ma se ho le spalle contratte o non completamente rilassate, quell’energia incontra un ostacolo e si ferma, o viene comunque attenuata.

Parlando invece di salute, avere zone del corpo contratte porta ad accumulare stress, ad essere piu’ stanchi e prediposti a malattie, ad un dispendio inutile di energia che il nostro corpo potrebbe usare e ottimizzare n altri modi.

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